Chi mi conosce sa che durante il tempo libero giro per il Parco Sud e per i Parchi della nostra Buccinasco. Ultimamente però il mio tempo libero è occupato da una nuova esperienza ma che riguarda sempre una delle mie passioni: sto accudendo un cucciolo di Nutria che è stato salvato da una persona in mezzo alla strada, la storia di questo cucciolo la trovate nell'altro mio blog e precisamente qui: nutria-myocastor.blogspot.com/2008/04/willy-una-nutria-per-amica.html .
Lo scopo sarà quello di reintrodurla in Natura in un'oasi protetta non lontano da Buccinasco.
Nel mentre...non so se avete notato (mi rivolgo a chi come me sta seguendo il fenomeno "Scie Chimiche") ma oggi a Buccinasco c'è un tipico scempio chimico in cielo. Ho le foto che posterò prossimamente. Di nuovo, sto tornando ad aggiornare anche il mio terzo blog ovvero http://scie-buccinasco.blogspot.com/ .
Come mai ogni volta che ci sono scie chimiche non piove? Coincidenze? se si allora esigo che qualcuno possa confutare la mia ipotesi e quelle ovviamente dei bravissimi ricercatori indipendenti (nonchè amici) presenti in questo blog: http://sciechimiche-zret.blogspot.com ed altri simili.
Un caro saluto a tutti!
Buccinasco: 26 aprile 2008
Buccinasco: 27 aprile 2008
Colgo l'occasione per pubblicare anche sul mio blog la lettera che scrissi il 18 febbraio al Comune di Buccinasco e a diverse Associazioni per fermare la inutile e cruenta mattanza delle Nutrie che vivono tranquille nel nostro territorio. Tale lettera l'ho scritta perchè qualche giorno prima ho incontrato il signor Viale (guardia ecologica.......) il quale ha dichiarato che il martedì seguente avrebbe ucciso le nutrie. Purtroppo mi capita di incontrarlo ogni tanto al Parco Sud e ammetto che un po mi importuna, alza la voce ed offende la mia sensibilità di cittadino, spesso con parole e toni aggressivi. Ho già provveduto a segnalare questo suo comportamento alle autorità competenti, anche perchè lui (Viale) ha minacciato di denunciarmi (senza una causa apparente), oltretutto ha anche dichiarato il falso dicendo che avrebbe chiuso il Parco Sud e lui con altre persone avrebbero ucciso a fucilate Nutrie, Piccioni, Conigli, Gamberi (??), cosa che poi non ha fatto. Tale comportamento è a dir poco disumano e spero che tale individuo possa essere allontanato al più presto da tale mansione.
Desidero ringraziare di cuore il Sindaco Loris Cereda per la sua sensibilità verso questi poveri animali. Per quello che ha fatto, ma non solo, va tutta la mia stima.
La Risposta del Sindaco:
Caro Samuele,
come mi ha insegnato la Signora Anna Corbani dell’Associazione Tom & Jerry, difendere gli animali significa
difendere gli uomini, perché la sofferenza degli animali ci tocca da vicino, la viviamo e la sentiamo forte nel
cuore.
Ti assicuro, caro Samuele, che finora uno dei giorni peggiori della mia esperienza da Sindaco, è stata quando
ho visto il massacro delle oche al Fontanile Battiloca.
Purtroppo le nutrie, anche se sono animaletti simpatici, rappresentano un problema dove non possiamo mancare
di attenerci alle normative regionali. Non possiamo non assumerci le nostre responsabilità, è un fatto inevitabile,
benché doloroso. Ti garantisco, però, che darò disposizioni perché non vengano utilizzati metodi barbari
e crudeli.
RinnovandoTi la mia stima, Ti invio un caro saluto.
Loris Cereda
Ho saputo (purtroppo non posso verificare la veridicità della fonte) che da alcuni giorni delle guardie ecologiche stanno disinformando gli studenti e i genitori delle scuole di Buccinasco nei riguardi della Nutria.
Il mio consiglio da biologo indipendente e ricercatore appassionato di Nutrie è quello di DIFFIDARE COMPLETAMENTE dei volantini e delle "dicerie" che tali personaggi (che si professano guardie ecologiche ma che in realtà sono cacciatori senza scrupoli - come per esempio quel disinformatore di Viale -) espongono.
Appena avrò modo di leggere tali notizie da lor signori inventate dibatterò punto per punto le diverse supposizioni.
PER AMORE DELLA VITA E PER RISPETTO DELLA NATURA, NON CREDETE A QUELLO CHE VI PROPINANO CERTE FIGURE. AVETE IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATI E PER QUANTO RIGURDA LA NUTRIA POTETE TROVARE LE VERE INFORMAZIONI SCIENTIFICHE SOLO QUI:
http://nutria-myocastor.blogspot.com/
Con questo mio articolo vorrei dibattere ciò che è apparso sul quotidiano "il Giorno" del 23 febbraio 2008 riguardante l'articolo redatto dal signor Massimiliano Saggese. C'è parecchia disinformazione e un po di contraddizione. Vediamo di esaminarlo nel dettaglio.
In rosso sono le frasi scritte dal giornalista, in nero sono le mie risposte.
Titolo: "Nutrie, è giallo: rubate le trappole"
questo è un gesto di civiltà nel rispetto della vita, al contrario invece di chi pensa solo all'uccisione. Qui sta la differenza tra chi ha cuore e chi no.
"Un furetto "bizzarro" per la sua natura"
come? un furetto?? forse anche questo "giornalista" ha innescato la correzione automatica di Word e non si è preso lo scrupolo di ricontrollare l'articolo.
"la presenza di un sovraffollamento di nutrie"
foto? dati? fonti? gradirei la dimostrazione di quanto asserito tramite prove. Ringrazio :-)
"L'unica certezza che abbiamo è che le nutrie rappresentano un problema per diverse fasce della popolazione"
No, non ci siamo, questa è disinformazione allo stato puro!
Chi ha questa certezza? su quali prove? prego di fornire dimostrazione e dati di tale asserzione. Se non sono portatori pericolosi di virus, se piacciono a diverse fasce della popolazione (dai bambini agli anzinai), se non creano danni eccessivi (anche perchè in campagna non ci sono solo loro), non vedo alcun problema, ergo, le nutrie NON RAPPRESENTANO NESSUN TIPO DI PROBELMA!
"la presenza di questi enormi topi"
Questa è una diffamazione a mezzo stampa!!! le Nutrie sono CASTORI, NON SONO topi!!! a quanto pare è una battaglia persa, deve essere un limite fisiologico di alcuni giornalisti quello di non informarsi con gli addetti ai lavori e scrivere disinformazioni. Si vede che li pagano bene. :-D
"i roditori rappresentano un pericolo anche per i numerosi automobilisti che, specialmente di notte, devono compiere manovre pericolose per schivarle"
FALSO! il vero pericolo sono gli automobilisti che devono moderare la velocità soprattutto in campagna e soprattutto di notte in quanto tutti sanno che ricci, lepri, conigli, nutrie, cani, gatti e tanti altri animali possono da un momento all'altro attraversare la strada. Se gli automobilisti andassero più piano non ci sarebbero questi incidenti. Se vanno forte la colpa è solo loro. Basta vedere quanti incidenti causano nel weekend. Sono gli automobilisti con la loro mancanza di rispetto del codice della strada e della vita la causa principale delle morti sulle strade. Loro sono il vero pericolo. Incolpare la nutria è come la "caccia alle streghe" del medioevo. E' lo stesso principio che dire: i bambini che giocano a palla o i pedoni che attraversano la strada sono un pericolo per gli automobilisti che, specialmente di notte, devono compiere manovre pericolose per schivarli.
è incredibile il disprezzo della vita che hanno lor signori, gli automobilisti, i legislatori e alcuni giornalisti...
Ogni riferimento a fatti o cose è puramente casuale :-)
Anche qui il tono è amichevole e ironico. le risposte ritraggono i miei pensieri che a differenza dell'autore dell'articolo apparso su "il giorno" trasmettono inforamzione e non mera disinformazione.
Con questo mio articolo vorrei dibattere ciò che è apparso sul giornalino "Si o No" del 22 febbraio 2008 riguardante l'articolo redatto dalla signora Carmela Vinelli. C'è parecchia disinformazione e un po di contraddizione. Vediamo di esaminarlo nel dettaglio.
In rosso sono le frasi scritte dalla giornalista, in nero sono le mie risposte.
Partiamo dal titolo:
QUARANTAQUATTRO NUTRIE, IN FILA PER SEI COL RESTO DI DUE...
Mi sembra un tipico titolo "terroristico" perchè la gente leggendo tale periodo immagina subito un'invasione di questi Roditori così, dal nulla. Insomma non è certo bella come premessa...ma andiamo avanti:
"Non erano quarantaquattro, forse qualcuna meno"
Lo credo bene che non erano 44, ma piuttosto sono molte, ma molte meno difatti i gruppi tipici di questi animali sono composti mediamente da circa 10 - 12 individui. Già questa è una disinformazione bella e buona. A meno che non mi si faccia vedere una foto che ritragga il contrario.
"nome scientifico Myocastor corpus"
Probabilmente l'autrice del testo ha usato la correzione automatica di Word e non si è presa lo scrupolo di rileggere il suo articolo. Perchè il nome esatto scientifico della Nutria è Myocastor coypus (con la y....)
"Animali fino a pochi anni fa sconosciuti nelle nostre campagne"
30 anni circa....non proprio pochini per dei roditori che come lunghezza media di vita raggiungono in libertà i 6 anni.
"Assomiglia ad un grosso topo"
Questa però è diffamazione....un po come dire ad una persona che somiglia ad una scimmia...insomma occorre anche un po di contegno. E poi dai, è palese la somiglianza con il castoro. A meno che le persone vogliano ragionare solo per sillogismi....o peggio ancora per "sentito dire".
"può partorire fino a 9 piccoli"
nel Paradiso delle Nutrie forse...in libertà (quindi in Natura) mediamente partoriscono 4-6 cuccioli di cui solo pochi raggiungono e superano i primi (1 o 2) mesi di vita perchè proprio nel nostro Parco Agricolo Sud Milano sono presenti vari predatori di questi roditori. Puntando così in alto si crea terrore psicologico perchè si fa credere alle persone che le Nutrie sono animali ad infinito tasso riproduttivo quando in realtà (dati di letteratura scientifica che a breve renderò disponibili ma che si possono reperire facilmente in Rete) il loro tasso di crescita è fortemente legato alla disponibilità di risorse sia ambientali che alimentari. Possono prosperare solo se l'uomo fornisce loro alimenti quindi la colpa ricade sempre sugli umani che sono l'unica causa degli squilibri ambientali.
"riprodursi 2/3 volte l'anno"
praticamente 2 e spesso il secondo (se non addirittura il terzo parto) cadono nella stagione fredda in cui si ha un tasso di morte elevato.
"può nutrirsi anche di altri piccoli animali e delle loro uova"
fonti, foto e dati...occorrono prove per dimostrare quanto asserito. Fino a prova contraria le assicuro che le Nutrie mangiano prettamente vegetali. Anche perchè non hanno la dentatura da carnivori...ma chi avrà interesse a screditare le Nutrie? Forse i contadini per avere le sovvenzioni dallo Stato?
CONTRADDIZIONE ALL'INTERNO DELLO STESSO ARTICOLO: prima si afferma "Le tane vengono scavate nelle rive; si tratta di sistemi COMPLESSI, a volte con notevole sviluppo (fino a 6 metri di lunghezza)" e poi scrive "L'escavazione dei cunicoli che utilizza come tane, anche se POCO ARTICOLATE, è sufficiente ad indebolire seriamente gli argini"
Ma come? prima mi dice che le tane sono complesse e poi mi dice che sono poco articolate? probabilmente ha fatto un pochino di confusione...capita se a parlare di certe cose non ci sono persone con la giusta preparazione in materia. Dice anche che le tane sono lunghe fino a 6 metri....dove sono i dati? foto o tabelle che dimostrano tale misurazione? anche sul tachimetro della macchina c'è scritto 250 Km/h ma....sono rari i casi in cui viene raggiunta tale velocità.
QUALI SONO LE PROVE CHE LE NUTRIE INDEBOLISCONO SERIAMENTE GLI ARGINI? SI SONO FATTI CONTROLLI INCROCIATI ANCHE SULLA NATURA IDROGEOLOGICA DEL SUOLO? O sono come al solito parole senza fondamento scientifico e quindi senza prove?
"il pesante impatto sugli ecosistemi dove s'inserisce, i gravi danni alle colture agricole e le problematiche derivanti dall'escavazione di tane nelle opere di contenimento idraulico, e i possibili rischi d'ordine sanitario"
le prove? i dati? le foto? sarebbe così gentile da dimostrarmi tutto ciò? I rischi di ordine sanitario non sono provati anzi, la Nutria è stata scagionata come portatrice di virus. Il suo tasso di leptospirosi è molto basso al pari di quello che si trova nell'ambiente. E' da almeno 30 anni che la Nutria è presente nelle campagne...eppure non ci sono mai stati problemi (che io sappia) di sottoproduzione di colture....forse se si smettesse di importare beni primari da altri Paesi e si valorizzassero un po di più i nostri allora le cose sarebbero molto migliori. Ma chi ha interesse a diffamare la Nutria? forse i contadini che in tal modo possono lucrare sul raccolto invenduto chiedendo il risarcimento per finti danni magari provocati da altre cause?
"Se si esclude la possibilità, non ancora dimostrata, di trasmissione di malattie, l'animale non è pericoloso per l'uomo"
Prima parla di possibili rischi di ordine sanitario, poi scrive che la possibilità di trasmissione di malattie non è stata dimostrata....a parte il fatto che l'Istituto zooprofilattico di Milano (salvo ultime modifiche) ha accertato che non vi è allarme che la Nutria sia veicolo di malattie. Insomma in poche parole, se una persona beve l'acqua di una roggia ha più probabilità di contrarre patologie. E poi se ci si basa sulla presenza di patologie nel dichiarare pericoloso un animale...la stessa cosa si dovrebbe fare con gli uomini? perchè il principio è il medesimo. Se ci sono Paesi che presentano delle malattie trasmissibili all'uomo....cosa facciamo sterminiamo intere popolazioni?? Mi sembra quanto meno allucinante!
"La Regione Lombardia ha deliberato la totale eradicazione della nutria dal territorio lombardo"
provocazione voluta: e perchè non eradichiamo alcune "persone fastidiose" che si aggirano per le periferie o sui mezzi pubblici? ma dove è il rispetto per la Vita? L'eradicazione si intende uccisione della Nutria con metodi alquanto cruenti....ma si in fondo è solo un animale....e certo...se la Natura potesse reagire avrebbe già sterminato l'uomo da qualche secolo almeno! che vergogna! Fortunatamente la Natura prova ancora amore per noi.
"La rapidità produttiva"
beh...rapida rapida non lo è affatto....occorrono circa 4 mesi per portare a termine una gravidanza. Questa è un'altra frase atta a fare terrorismo psicologico e ad impaurire le persone.
"unita all'assenza dei suoi nemici naturali (come la lontra, mammifero acquatico ma carnivoro) determina il sovraffollamento di molte aree da parte di questi animali"
la lontra non è un predatore della Nutria, i suoi predatori (non nemici, i rapporti sono ben diversi) naturali sono la volpe, cani e gatti randagi, rapaci (diurni e notturni), aironi, gru, cicogne, serpenti, lucci e siluri etc. Alcuni dei quali sono molto presenti nel Parco Agricolo Sud Milano. La lontra è carnivora, la Nutria è vegetariana, possono vivere insieme perchè i loro habitat, le loro nicchie ecologiche non si sovrappongono. E poi la nutria e la Lontra hanno dimensioni quasi simili, ha mai visto una lontra che mangia una nutria?? perchè sarei proprio curioso di vederla. Inoltre se ciò che scrive fosse vero, non ci sarebbe alcun "problema nutria" visto che la lontra la mangia e quindi controlla il suo numero in modo naturale. Certo ci sarebbe forse il problema lontra...ma qui allora giochiamo al gatto che si morde la coda...!
"l'Istituto Zooprofilattico di Brescia ha recentemente certificato che le Nutrie selvatiche non sono portatrici di virus infettivi per l'uomo e per gli animali da allevamento"
Questa è l'unica cosa apparentemente vera dell'articolo, se l'autrice sarebbe così gentile da fornirmi i dati gliene sarei grato altrimenti cercherò di procurarmeli al più presto.
"è ovvio che le Nutrie, vivendo inun ambiente acquatico in convivenza con topi e ratti, siano, al pari di essi, contagiate dalle stesse forme patologiche"
a quanto pare chi scirve non ha nessun fondamento tecnico o scientifico. Su che base scrive "è ovvio"? dove sono i dati, le prove? e poi topi e ratti sono specie ben diverse dai castori, non è detto che i virus di questi altri roditori si trasmettano alle Nutrie anche perchè i virus sono specie-specifici. E poi...mi dimostra che tutte le Nutrie vivono a contatto con topi e ratti? grazie mille!
Naturalmente ho risposto con tono amcihevole perchè in quanto ricercatore indipendente (nel senso che mi dedico allo studio della Nutria solo nel tempo libero e in modo autonomo ma con una buona base scientifica dato che sono un biologo).
Secondo me questo era un articolo altamente disinformativo nei riguardi della Nutria, sarebbe stato più corretto interpellare in prima persona questi roditori e sentire cosa avessero da dire. :-)
Mi auguro che la gente con la testa sulle spalle e con un cuore possa essere in grado di discernere ciò che è puro gossip senza fonti o dati certi da ciò che è una ricerca scientifica.
Questo vuole essere solo un primo appello diretto a tutti coloro che hanno un cuore e che mettono davanti i valori della vita a tutto il resto.
La NUTRIA (ovvero il castoro sudamericano - Myocastor coypus) è in pericolo di vita perchè l'uomo, sotto forma di una legge che non si basa su prove scientifiche certe e inconfutabili, la vuole sopprimere senza giusta causa ma è mosso solo da tanta disinformazione e superstizione. Se la Regione o la Provinica avessero decretato l'eradicazione dei cani e dei gatti randagi tramite uccisione? non oso immaginare l'opinione pubblica come avrebbe potuto reagire. Invece incolpare la Nutria fa comodo ai contadini (non tutti naturalmente) perchè così ricevono sovvenzioni dallo Stato. Fa comodo a chi ha l'insaziabile desiderio di maltrattare gli animali, visto che le leggi sulla caccia danno fastidio ai cacciatori, quale miglior sfogo quello di poter trucidare degli animali considerati "brutti" e sottovalutati?! Solo perchè la Nutria non può parlare, non piace (e chi lo decide questo?) ed è amorevolmente dolce allora l'uomo si prende il diritto di decidere della sua morte? è questo l'animo umano? è questo l'amore che Dio ci ha insegnato? è con l'odio che si governa il mondo? NO! altrimenti non si è di questo mondo.
Esistono delle leggi internazionali tra cui la dichiarazione dei diritti universali degli animali che proibiscono l'uccisione di qual si voglia forma di vita. La Regione non può andare contro queste leggi.
Ma soprattutto: che razza di Uomini sono coloro che vogliono annientare la vita? non sono nemmeno degni di essere definiti tali.
I metodi alternativi ci sono e sono molto ma molto più validi, l'eliminazione fisica non deve neanche passare per l'anticamera del cervello.
NO ALL'UCCISIONE DELLE NUTRIE !
NO ALLA SOPPRESSIONE DELLA VITA !
SI AL LORO RISPETTO E ALLA LORO CONOSCENZA, SI A SCELTE ACCURATE CHE TENGANO SEMPRE PRESENTE IL RISPETTO DELLA NATURA E DI CIASCUN ESSERE VIVENTE IVI PRESENTE.
Fortunatamente le cose si stanno muovendo, sono in contatto anche con alcune associazioni e persone che come me stanno studiando questo adorabile Roditore. Se le cose dovessero complicarsi interverremo entro i limiti della legge.
Per qualunque domanda o adesione a questo movimento, scrivete pure.
A breve in questo blog saranno pubblicati vari articoli riguardanti lo studio che in modo del tutto autonomo e indipendente sto affrontanto nei riguardi nella Nutria.
Oggi desidero riportare un articolo ben fatto riguardante proprio il castorino (Myocastor coypus), che potete leggere al seguente link: http://buddyjohannabelushi.wordpress.com/2008/01/26/il-topastro-da-pelliccia-la-vera-storia-della-nutria/ facente parte del blog http://buddyjohannabelushi.wordpress.com/ di Buddy Johanna Belushi che ringrazio con piacere.
la foto è stata scattata dal sottoscritto e fa parte della raccolta di novembre raggiungibile qui: http://www.tursiops-biology.com/novembre_2007.htm
Tutti sanno cos’è una volpe, un coniglio o un cinghiale. Ma non tutti hanno le idee chiare sulla reale identità della nutria. Dai più viene considerata un grosso ratto di fogna, un mostro portatore di gravi malattie che mai si vorrebbe incontrare. E c’è addirittura chi sostiene che sia un pericolosissimo predatore di gatti. Purtroppo, le convinzioni popolari (e molto poco scientifiche) che riguardano questo grazioso roditore esotico non solo sono imprecise, ma si sono dimostrate letali per la sua permanenza qui in Italia (paese notoriamente accogliente verso le creature “senza pedigree”). Sono sorpendentemente svariati i metodi utilizzati per eliminarla: dalle trappole di cloroformio alle bastonate in testa (della serie “tanto più rozzi siamo, quanto più la natura ci è schiava”), ma penosamente rari i tentativi di seria ricerca scientifica per approfondire le problematiche d’inserimento di questi “turisti per caso” quali sono. Lo Stato non si pronuncia (i problemi ambientali che non sono oggetti di commercio non vengono trattati) e i Comuni e le Provincie hanno adottato una vera e propria politica “fai da te” spesso crudele e spesso inutile. Ma cominciamo dal principio.
Il nome scientifico della Nutria è Myocastor coypus. Nutria o Castorino sono i nomi che derivano dal gergo commerciale utilizzato in pellicceria, ambito per il quale, in America, viene quasi venerata. Insomma, spiacente di deludere i nonnetti che raccontano ai nipotini la favoletta della nutria che ti mangia se fai il cattivo, ma quest’animale non assomiglia affatto ad un ratto (come si può constatare dalle foto inserite nel sito)! Infatti, la Nutria appartiene alla Famiglia Myocastoridae e come suo membro, è sostanzialmente un piccolo castoro dal quale differisce per le dimensioni più modeste, per le abitudini comportamentali e per un’unica sfortunatissima coincidenza con il Mus musculus (il comune topo che invece appartiene alla Famiglia muridae): cioè la coda cilindrica e squamosa anzichè quella piatta e scagliosa del Castor. Qualche dettaglio ancora: la colorazione del mantello è varia, dal bruno dorato al bruno scuro, fino ad esemplari albinotici con il mantello Isabella o color crema; ha lunghi incisivi color arancio e simpaticissimi baffoni argentati (e il suo musetto mi ricorda molto quello dell’ormai bicentenario Giulio Andreotti!); le zampe sono palmate e nelle femmine le mammelle sono poste nella zona latero-dorsale (elementi tipici di creature semi-acquatiche); le dimensioni dei maschi non superano i 60 cm e un peso di 8-9 kg. E ora che s’è detto cos’è, è importante capire da dove proviene e perchè si trova qui.
La Nutria è originaria delle zone subtropicali dell’Argentina e del Brasile Meridionale. Ancor’oggi, in America (soprattutto in Louisiana) viene allevato per la sua pelliccia (altra analogia con il Castoro, anche se quest’ultimo è spesso protetto mentre la Nutria no), problema che non rende facile la sua esistenza nemmeno nel suo Paese originario. Fu introdotta in Italia già dai primi anni del Novecento e il primo allevamento commerciale venne costruito in provincia di Alessandria nel 1921. Il primo di una serie di piccole e medie aziende distribuite in quasi tutte le Regioni che, infervorate dal successo che la pelliccia di Nutria aveva riscosso nel mondo (eh sì, era addirittura una diva!), improvvisarono una difficile iniziativa zootecnica che prestissimo risultò fallimentare. Prima di tutto perchè la “tendenza” per cappelli e cappotti di quest’animale, spacciato spesso per Castoro, svanì abbastanza celermente (diciamo che arrivarono altre specie più fragili e precarie da spellare e quindi più interessanti e redditizie nel campo della moda) e poi perchè allevare animali di cui non si conosce quasi nulla, non è un’impresa facile. Ad ogni modo accadde che verso gli anni ‘80 la richiesta delle loro pelli diminuì a tal punto da costringere la chiusura di queste fabbriche killer e al fine di evitare il costoso smaltimento delle carcasse soppresse tramite eutanasie, vennero rilasciate in massa nell’ambiente naturale. Insomma, private della libertà, sradicate dal loro habitat naturale, brutalmente squoiate per capriccio, immesse in un ambiente a loro estraneo e ora ingiustamente sterminate. Una vergogna. La loro soppravivenza qui in Italia non si è rivelata affatto facile (per rispondere a chi sostiene che come i topi, le nutrie sono indistruttibili) e ci sono voluti settant’anni per giungere all’attuale colonizzazione! Sono presenti solitamente nella aree antropizzate, vicino a fiumi o zone paludose dove hanno dovuto subire importanti modificazioni dei loro ritmi biologici e dove sono troppo spesso accusate ingiustamente di innumerevoli danni all’ecosistema. Il mio intento è quello di sfatare i miti e le credenze popolari su quest’adorabilissimo animale (del quale ho avuto una piacevolissima esperienza) affrontando una ad una le critiche che ne causano, oggi, lo sterminio.
Premetto subito che della vita della Nutria in Italia si sa poco a causa della scarsissima ricerca in merito ( e a causa dello slogan tipicamente umano “prima ammazziamo e poi ci chiediamo il perchè”) ma i risultati certi di cui disponiamo attualmente (effettuati da veri biologi attraverso un serio metodo sperimentale), non hanno rivelato nulla di preoccupante, nemmeno per quanto riguarda l’interazione con altre specie autoctone. Ad esempio, sussisteva il timore di una relazione negativa tra Nutria e Lontra, cosa assolutamente improbabile in quanto la Nutria è VEGETARIANA (e si nutre di piante acquatiche e alghe!) mentre la Lontra è CARNIVORA: caratteristiche che escludono una qualsiasi competizione tra le due specie. Inoltre, essendo la Nutria una creatura crepuscolare, ha una vista poco sviluppata, particolare che la rende timorosa e diffidente (e non la possiamo biasimare visto il trattamento che le abbiamo riservato) suscitando l’errata credenza che si tratti di una bestiola aggressiva. Grave errore! Infatti la nutria è una creatura molto docile, tanto che negli U.S.A. è diventata un normalissimo animale da compagnia (esattamente come usiamo tenere in casa furetti, cincillà e conigli nani). Ancora: spesso si sostiene che la Nutria abbia ritmi produttivi simili a quelli del Topo, e pertanto sussista il rischio di una sovrappopolazione della specie (e per evitare questo, vengono dispersi nell’ambiente pesticidi e bocconcini velenosi pericolosi non solo per la Nutria ma per qualsiasi altro animale: quando l’uomo si crede “cieco dispensator dei casi” combina più danni di chiunque altro). Ed è un’altra convinzione imprecisa e superficiale basata sul nulla. Infatti, ogni femmina di nutria può partorire solo due volte all’anno dai 2 ai 4 piccoli dopo una gestazione di 130 giorni; e nel caso di un aumento eccessivo della popolazione, il tasso riproduttivo si abbassa, cosicchè il numero dei figli per parto diminuisca drasticamente. Inoltre, essendo un animale esotico, ha un grave problema nell’affrontare l’inverno del nostro Paese, periodo nel quale la mortalità giovanile è praticamente totale e anche molti maschi adulti muoiono per necrosi da congelamento dell’estremità corporee (credete ancora che gli serva un aiutino per morire di più?).
Ma ora giungo alla nota dolente, il motivo che ha spinto molte Province e Comuni ad “autorizzarne” lo sterminio e a fomentare nella popolazione l’antipatia verso la Nutria: quest’ultima infatti, viene additata come causa di alcuni danni ai sistemi idraulici e alle coltivazioni. E, come se non bastasse, viene considerata serbatoio di malattie infettive gravi come la leptospirosi o di altre forme microbiche d’importanza zootecnica.
Per capire come stanno realmente le cose, bisogna premettere che il rimborso concesso agli agricoltori per danni climatici o infestazioni è alto. Si dovrebbe prima di tutto riconoscere a livello assicurativo anche i danni causati da certe specie animali, come già avviene all’estero (ma in Italia la soluzione più facile e pratica è sempre quella di eliminare). Tuttavia, non ci sono stime corrette e realistiche dei danni effettivamente provocati dalla presenza di Nutrie. Le rivendicazioni degli agricoltori, nella maggior parte dei casi, non trovano riscontri sul campo e sussiste la pessima abitudine di denunciare danneggiamenti dovuti ad altri motivi, come causati dalla famelicità presunta di questi roditori (e spesso pretendendo il rimborso). Certo, qualche agricoltore avrà realmente avvistato la Nutria nei pressi delle sue coltivazioni, ma questo accade perchè si trova costretta ad allontanarsi dalle sponde per sfuggire all’insidie di Volpi, Gatti selvatici, Faine, Cani vaganti, Poiane, Gufi reali e Aironi cenerini (ma anche da pesci predatori come il Luccio e il Siluro) da cui sovente viene uccisa. La sua alimentazione consiste nella pastura di alghe, ninfee, castagne d’acqua, germogli di cannuccia d’acqua o steli floreali. In certi casi viene privata della possibilità di cibarsi a causa delle operazioni di scavo degli alvei del fiume (peraltro, tramite mezzi meccanici a fortissimo impatto ambientale) che la costringono a spostarsi e nutrirsi di radici, tuberi o rizomi (a volte di Mais) ma si tratta solamente di un’evenienza RARA.
Bisogna ricordare anche che il disturbo che il Myocastor arreca alla nidificazione di uccelli in cova è infinitamente minore rispetto a quello causato dalla presenza dell’essere umano, con i suoi mezzi meccanici, la caccia, la pesca e l’inquinamento che egli stesso crea! Nei Paese d’Oltralpe la Nutria è ritenuta fauna tipica e non è assolutamente temuta (proprio per la sua diffusione limitata a causa dei freddi inverni) : gode di una pacifica convivenza sia con l’uomo che con le altre specie e, guarda caso, nessuno l’accusa di creare disturbo alcuno. Del resto, non solo la rigidità dell’inverno, ma anche un lungo periodo siccitoso ne causa una rilevantissima selezione numerica! Non sono nemmeno pericolose per l’uomo! Infatti, gli studi effetuati fin’ora hanno rilevato un dato inequivocabile: la presenza di diverse forme di Leptospire è bassissima e paragonabile a quella di altri comuni animali selvatici, ma sicuramente inferiore rispetto al topo! E di certo fungono meno da serbatoio di vettori microbici rispetto ad animali come cinghiali e conigli.
Insomma, che altro dire? Anche quando cedono gli argini dei fiumi si accusa la Nutria. E invece di considerare la situazione pedologica e geologica del territorio in questione (che è la reale causa di frane e cedimenti), cronisti e giornalisti straparlano di presunti effetti d’inesistenti tunnel costruiti da questi roditori. Vediamoci chiaro: le Nutrie non scavano tane profonde come il Tasso o la Lepre, ma al massimo piccole buche dove le femmine possano partorire e custodire la prole.
Sorge spontanea una domanda: la nutria è un problema reale o un pretesto per rispondere alla necessità di molti agguerriti cacciatori in costante ricerca di prede che non costino la galera e non si debbano comprare?
Consiglio una riflessione. Ed è proprio l’uomo la principale causa di morte di questi tenerissimi castorini. Sia per metodi indiretti (pesticidi, inquinamento dell acque), che per metodi diretti: in Lombardia n’è stata decretata l’eradicazione dal ‘93, ordinanza riconosciuta ILLEGALE dall’INFS che, però, non ha impedito la prolificazione di questi orrenderrimi provvedimenti in tutt’Italia. Il documento dell’INFS ricorda che i sindaci non possono intervenire con tali rimedi se non viene comprovato l’urgente pericolo socio-sanitario, “cosa ancora tutta da comprovare per la Nutria”, come recita il testo (Prot3502/T-A24, punto 6.2.4, 11.07.2000).
A confermare la scelleratezza di queste istanze di abbattimento, ci sono tutte le ricerce scientifiche a proposito (di cui segnalate in bibliografia) che aborriscono con chiarezza lo scempio adottato da molti comuni italiani. Ma allora perchè questa carneficina continua ad avere luogo? Domanda ovvia, dopo aver letto questo testo (mi auguro). Per rispondere in modo esplicativo, riporto un commento di Corrado Teofili del WWF Italia - sezione Conservazione Ecoregione Mediterraneo Centrale- che esordisce con affermazioni incresciose per la posizione che rappresenta (il WWF è nato per tutelare tutte le specie, non per selezionarle!): “Sono degli animali esotici che andrebbero eliminati fisicamente. Alcuni scelgono di adottare tecniche indolore e si servono per questo del cloroformio. Spiace anche a noi l’idea di uccidere animali che, comunque, come individui sono incolpevoli, ma la loro tutela implicherebbe la scelta di non tutelare tutte le altre specie animali e vegetali che subiscono il loro impatto”. “Conta più una Nutria”- si domanda Teofili (che non ha null’altro di meglio da chiedersi) “oppure una Folaga?Per chi si occupa di conservazione, anche se la cosa non è equivalente al pensiero di tutto il wwf, la risposta è semplice: vale di più la ‘cosa’ che ha, da un punto di vista naturalistico, più diritto di persistere in un certo ambiente. E quindi, viva il canneto ed abbasso le nutrie, o se vuoi, viva la natura e abbasso l’animalismo”
Leggere quest’intervista mi ha nauseato. Ma può un membro di una celeberrima associazione animalista qual’è la WWF esprimersi in questo modo abominevole? Non lo so Mi limito a criticare la parte che riguarda questo mio articolo. Preciso che la Folaga NON e considerata una specie a rischio (la sua diffusione è ben più notevole della Nutria), è un uccello che nidifica anch’esso vicino a fiumi o paludi e le sue uova non sono assolutamente distrutte dalle Nutrie (le quali, delle uova altrui, se ne infischiano altamente, giacchè hanno questioni più gravi da risolvere). Inoltre, con la Nutria condivide solo l’habitat! Per il resto, si nutre di molluschi, piccoli pesci e crostacei (niente in comune con il Myocastor, dunque) e le sue uova sono sicuramente più protette dei piccoli di Nutria, grazie algli ingegnosi e robusti nidi galleggianti nel folto della vegetazione costruite da questi splendidi uccelli tuffatori.
Signor Teofili, personalmente non la conosco, ma credo che Lei debba attentamente rivedere le sue posizioni circa quest’incolpevole e bistrattato animale, il quale non merita assolutamente le sue agghiaccianti considerazioni. Consiglio ai lettori di informarsi bene prima di aderire al queste campagne di massacro e mi auguro vivamente che molti di voi possano unirsi a me in difesa del Myocastor. Penso che sia doveroso.
Buddy J. Belushi
Bibliografia:
Letteratura
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La letteratura continua all'indirizzo: http://buddyjohannabelushi.wordpress.com/2008/01/26/il-topastro-da-pelliccia-la-vera-storia-della-nutria/