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Dopo il maltempo e il nubifragio dei giorni scorsi, sabato sono andato con la bicicletta in giro per il Parco Sud e i parchi cittadini del nostro Comune. Giunto al Battiloca (il fontanile di fronte al cimitero sito in via Romagna) mi accorgo che il maltempo qui ha lasciato il segno: l'acqua presente nella testa del Battiloca presenta un colore torbido e alcuni alberi sono caduti e di conseguenza sono stati tagliati.
Avendo scattato delle foto e girato un filmato, ho cercato di capire, in modo particolare, a cosa fosse dovuto il colore dell'acqua.
VIDEO DEL FONTANILE BATTILOCA (05/07/08)
Prima del nubifragio il terreno adiacente al fontanile e' stato concimato, tecnica questa che si usa in agricoltura per riapportare al terreno i fattori nutritivi asportati dalle colture vegetali. Quando sono giuto al fontanile ho difatti notato una pozza di liquame dal caratteristico odore.
Pozza di liquame nel terreno adiacente il Battiloca (05/07/08)
Molto probabilmente si tratta di concime organico costituito da letame o liquami. In questi concimi sono presenti macronutrienti per le piante come carbonio, fosforo, potassio, azoto, etc. L'unico aspetto inconveniente che puo' presentare tale concimazione e' la possibilita' di percolare nelle falde a causa di condizioni climatiche avverse per esempio). Alcuni elementi, come il fosforo, vengono trattenuti dal terreno mentre altri minerali e in particolare l'azoto vengono trasportati verso le acque di falda a seconda delle caratteristiche idrogeologiche del terreno (composizione, porosita').
Il fontanile Battiloca pesca l'acqua proprio dalla falda sottostane e con molta probabilita' le piogge dei giorni scorsi hanno dilavato il concime appena deposto creando cosi' una forma di "inquinamento" del fontanile in questione e questo potrebbe spiegare il particolare colore e la torbidita' dell'acqua.
FOTO DELL'ACQUA DELLA TESTA DEL BATTILOCA (05/07/08)
Sono andato a controllare di persona spingendomi il piu' vicino possibile alle sponde del fontanile perche' temevo che ci potessero essere fenomeni di eutrofizzazione ma con mio grande piacere ho constatato che:
- la torbidita' dell'acqua sembra reversibile in quanto poco piu' avanti e' limpida,
- non ho sentito il tipico odore di liquame,
- non vi e' crescita abnorme di alghe,
- l'ittiofauna e' presente e non denota segni di stress causati da eventuali squilibri nutrizionali.
Da tutto questo le mie deduzioni personali sono:
- nel terreno del Battiloca la quantita' di argilla non e' sufficiente a trattenere un'eventuale percolazione o dilavamento delle sostanze in esso disciolte
- eventuali nubifragi come quelli avvenuti nei giorni scorsi, uniti alle caratteristiche del terreno, possono portare ad episodi di inquinamento della falda del fontanile.
Infine ho notato che il maltempo ha causato danni di non poco conto ad alcuni alberi sia al Battiloca che a Spina Verde. Ho constatato che le imprese del verde pubblico hanno tagliato l'erba pero' vi sono ancora alberi spezzati e rami caduti non ancora rimossi.
FOTO DEI DANNI DEL MALTEMPO (05/07/08)
Lo scorso weekend sono andato al fontanile Mortisia per praticare una delle mie passioni che Buccinasco puo' offrirmi: la fotografia documentaria naturalistica.
Osservando i Germani reali, le Gallinelle d'acqua e le Nutrie, mi sono accorto della presenza di un numero piuttosto elevato (almeno a mio parere) di pesci. Addirittura ho potuto scorgere da vicino un tipo di pesce di dimensioni notevoli. Sapevo dell'esistenza di 3 esemplari di tale specie nei pressi dell'isolotto del Mortisia, dove l'acqua e' piu' profonda.
Una volta scattata la foto, sono andato a cercare quale potesse essere la specie in questione ed ho scoperto trattarsi di una Carpa:
foto di una Carpa al Mortisia
Ordine: Cypriniformes
Famiglia: Cyprinidae
Specie: Cyprinus carpio
DESCRIZIONE: corpo di forma ovale, meno accentuata nella forma selvatica (vista la foto mi pare essere proprio quest'ultima). Bocca protrattile con labbra carnose munite di quattro barbigli. Squamatura grossa e regolare nelle forme selvatiche. Colorazione bruno-verde sul dorso spesso con riflessi bronzei; gialla sul ventre.
Raggiunge una taglia media di 20-40 cm e un peso di 300-1000 g. Vive in media 4 anni.
Vive in acque stagnanti con debolissima corrente, in tutta Italia. Predilige fondali melmosi e si trova spesso nelle vicinanze delle rive.
Essendo specie eurialina e' in grado di adattarsi anche in ambienti salmastri.
Si nutre di invertebrati di fondo, larve di insetti, anfibi e avannotti di altri pesci.
La riproduzione avviene in Primavera (Maggio-Giugno) in acque basse e gli adulti raggiungono la maturita' sessuale intorno ai 3 anni. Le uova sono molto piccole (1 mm) e attaccate alle piante. Le larve presentano un accrescimento molto rapido.
Non e' specie autoctona in quanto originaria dell'Est Europa e dell'Asia Orientale ma con le importazioni e' oggi una specie molto diffusa in tutta Italia.
Il fontanile Mortisia ha un valore naturalistico molto elevato, oserei dire al pari del laghetto di via Lario, in quanto qui sono presenti diverse specie animali (avifauna, ittiofauna, piccoli mammiferi, rettili, anfibi, insetti, etc.) che vivono in equilibrio tra loro. Un piccolo ecosistema che a mio avviso deve essere salvaguardato e protetto. A tal proposito consiglierei di porre il divieto di dar troppo pane da mangiare in acqua o comunque limitare questa usanza. Soprattutto andrebbe vietato esplicitamente di praticare al fontanile Mortisia attivita' di pesca perche' si arreca disturbo alla fauna.
Il pane fa male ai pesci perche' contiene lievito che li fa solo gonfiare e inoltre i pesci diventerebbero indipendenti da questa fonte di cibo, esternando poi comportamenti aggressivi verso esemplari interspecifici ed intraspecifici. Se i pesci sono troppi la suddetta zona "lacustre" rischia di impoverirsi delle fonti di cibo che sostengono tutti gli altri animali (zooplancton, fitoplancton, larve etc.). Paradossalmente se i pesci dovessero dipendere esclusivamente dal pane che l'uomo gli porta, si rischia anche di avere un surplus di nutrienti in acqua rischiando di creare un'eutrofizzazione del fontanile. Queste sono conseguenze estreme, la Natura fortunatamente riesce a mantenere gli equilibri ma solo se noi siamo in grado si salvaguardarli.
foto del fontanile Mortisia
Fonti e ringraziamenti:
http://www.iii.to.cnr.it/pesci/
http://www.animalinelmondo.it/forum/index.php?showtopic=14991
Questa volta vi parlo di un uccello relativamente facile da osservare, i punti in cui è possibile scorgerlo sono i corsi d'acqua e le rogge della campagna. Di conseguenza se si passeggia a piedi o in bici presso il nostro Parco Agricolo Sud Milano, è possibile osservare esemplari di Airone Cenerino:
Questa foto l'ho scattate nei paraggi della cava "testa di monaca" sita in Spina Verde a Buccinasco per l'appunto.
Conosciamo questo nostro coinquilino più da vicino.
Ordine: Ciconiiformes
Famiglia: Ardeidae
Specie: Ardea cinerea
DESCRIZIONE: uccello di palude. Si distingue dagli altri Aironi per le grandi dimensioni, le parti superiori grigie, il collo e la testa bianchi con una striscia nera dall'occhio alla punta della lunga ed aggraziata cresta. Il lungo ed affilato becco è giallastro. Se ne sta immobile per lungo tempo in acqua o nelle vicinanze. Il volo è potente con lenti e profondi battiti d'ala. In volo la testa è arretrata tra le spalle e le zampe sono estese.
Vive in marcite, risaie, prati allagati, canali, fiumi, laghi e coste marine. Nidifica in colonie di solito tra gli alberi alti.
Durante le mie osservazioni mi è capitato spesso di vederlo in campi appena tagliati in "compagnia" di cicogne, garzette e aironi bianchi.
E' un airone molto aggraziato, uno spettacolo a vedersi. Il loro ruolo nell'ecosistema è molto importante perchè è un predatore in quanto si ciba di pesci, rettili, anfibi e piccoli mammiferi come roditori (e cuccioli di Nutrie).
Alcune informazioni sono state reperite dalla mia "Guida degli Uccelli d'Europa - Franco Muzzio Editore"
Ieri passeggiando in bicicletta per le campagne del Parco Agricolo Sud Milano, verso Gudo Gambaredo,all'altezza del maneggio, il mio sguardo viene attratto da un uccello posato su un filo, a prima vista può sembrare un comune passero ma un occhio allenato e attento nota che la colorazione delle piume è particolare.
Dopo aver scattato qualche foto con la mia Panasonic FZ18 (8MP e zoom ottico 18X utile proprio in questi casi) sono tornato a casa e ho cercato nelle mie guide che uccello potesse essere.
Consultando "il magico mondo degli Uccelli" edito dalla de Agostini in collaborazione con la LIPU e "guida degli uccelli d'Europa" della Franco Muzzio Editore, ho scoperta trattasi di un bellissimo esemplare di AVERLA PICCOLA.
Scopriamo insieme le sue generalità (informazioni tratte dai 2 manuali citati sopra):
Qui sotto la foto che ho scattato:
NOME COMUNE: Averla piccola
NOME SCIENTIFICO: Lanius collurio
ORDINE: passeriformi
DESCRIZIONE: l'unica Averla europea con il dorso castano, senza bianco sulle ali. Il maschio presenta la testa grigia e una fascia nera all'altezza degli occhi. La femmina e i giovani hanno una colorazione meno contrastata. Nidificante e migratrice. Abita in zone aperte cespugliate. Nidifica in cespugli fitti e spesso spinosi. Il nido è fatto di steli, erbe, etc. imbottito di materiale più fine. La femmina depone 5-6 uova molto variabili, giallastre, crema, verdastre e punteggiate di scuro di solito all'estremità più ottusa.
Quando caccia, si posiziona in luoghi che gli permettono un'ampia visuale, come le staccionate. Catturano le prede secondo diverse modalità: calano rapidamente sugli scarafaggi e altri invertebrati che si trovano sul terreno, ma inseguano anche gli insetti in volo. Predano anche piccoli uccelli, mammiferi, lucertole e rane, che vengono uccise con dei colpi di becco alla nuca. Spesso infilza le sue prede sulle spine, e queste costituiranno la sua riserva di cibo per le stagioni più difficili.
Ringrazio il sito: http://www.istitutoveneto.it/venezia/divulgazione/valli/?id=103
Ieri (07/06/08) ero come al mio solito in perlustrazione della natura presente a Buccinasco, giungo al Mortisia e controllo che la fauna e la flora siano rispettate. Ne approfitto anche per chiedere ai miei lettori se qualcuno è in grado di dirmi se è possibile pescare proprio al Mortisia. Mi auguro che sia vietato, anche se ahime, ho visto purtroppo un paio di persone farlo. Il Mortisia non è una cava, chi vuole pescare può andare o al Pianeta Verde oppure nelle cave dietro Gudo Gambaredo.
QUesto fontanile è davvero unico nel suo genere perchè oltre ad essere un habitat particolare dove diverse specie di animali vivono in armonia, questo luogo è un punto di "approdo" per diversi tipi di uccelli. Nel caso particolare vorrei mostrarvi ciò che ho fotografato ieri:
si tratta di un bellissimo esemplare di Nitticora, di solito lo si può notare in zone umide come i fontanili e nella fattispecie lo si può incontrare al Mortisia (attenzione perchè si nasconde bene e prende il volo al minimo segnale di disturbo) o al laghetto di fronte al Comune di Buccinasco.
Ma scopriamo insieme chi è la Nitticora:
Ordine: Ciconiiformes
Famiglia: Ardeidae
Specie: Nycticorax nycticorax
Airone tozzo con zampe piuttosto corte e giallastre, caratteristica è la lunga cresta bianca pendente, occhi rossi e becco robusto. In volo o ad una vista non attenta possono essere scambiati per Tarabusi. Generalmente la Nitticora è attiva al crepuscolo, di giorno riposa sugli alberi.
Specie cosmopolita, assente in Australia, ma ampiamente diffusa nell'Europa centrale e meridionale. Le popolazioni europee svernano nell'Africa equatoria e lungo il Nilo. Per questo lungo viaggio è un uccello da ammirare e proteggere.
In Italia la specie è diffusa soprattutto nella Pianura Padana soprattutto in Lombardia e Piemonte.
La Nitticora è protetta ai sensi della Legge 157/92.
Ringrazio per alcune informazioni il sito: http://www.lifenatura.it/emilia-romagna/_SchedeHTML/U06.htm
Aneddoto di oggi: mentre ero in bicicletta lungo la via de Amicis presso Buccinasco Castello, poco prima dell'area ciclopedonale, vedo in mezzo alla strada un passerotto immobile, in piedi con la coda "aperta". Fermo la mia bici sul bordo della srtada, scendo e vado in mezzo per fermare le eventuali macchine. Fortunatamente 2 auto che sopraggiungevano da entrambi i sensi di marcia mi hanno visto e si sono fermate. Io mi sono avvicinato al passero dal davanti, sperando che lui volasse via ma niente, era come sotto shock! difatti mi sono avvicinato e lo ho preso tranuquillamente in mano. Faccio per stringerlo anche con l'altra mano e grazie al cielo ha ripreso a volare!
MESSAGGIO: FATE ATTENZIONE OGNI QUAL VOLTA PERCORRETE LE STRADE DI CAMPAGNA, POTREBBE ESSERCI UNA PICCOLA VITA IN PERICOLO!
Vorrei qui riportare una lettera tratta dal blog di Rino Pruiti ( http://www.rinopruiti.it/dblog/ ) che si focalizza sulla situazione del Parco Spina Azzurra:
"[..] voglio confermarti il progressivo degrado del parco spina azzurra. In un anno questa amministrazione è riuscita a lasciare andare alla deriva parecchi giardini. I maleducati c'erano anche prima, così come i vandali. Ma l'amministrazione di Carbonera mandava costantemente qualcuno a controllare per riparare le panchine, gli steccati, a pulire i sentieri, a mantenere il verde ordinato e pulito. Difficilmente qualcuno lasciava liberi cani di grossa taglia a sporcare sui prati o ai bordi del sentiero, oggi è normale. Non c'è come il dare il via al degrado che tutti si lasciano andare. Anche io come Samuele Venturini che scrive sempre sul tuo sito, cerco di fare la mia parte ma non basta. Chi butta bottiglie di plastica, lattine, sacchetti, cartacce che restano lì per giorni e giorni. Per non parlare che per mesi e mesi sotto il ponte di via della Costituzione è avvenuto di tutto: bevevano, schiamazzavano, si facevano le canne, si scambiavano la roba e poi, se ne andavano lasciando ogni giorno un immondezzaio. Credo che ben poco possiamo fare noi singoli cittadini contro un gruppo di ragazzi così: numerosi, vandali e alti due metri...
E tutti si abituano a passeggiare tra cestini divelti, rifiuti ecc.:
Ho il sospetto che i nostri amministratori non facciano mai due passi a piedi. Transitando su una bella auto tutto da lontano sembra bello e pulito, ma se cammini ne vedi di schifezze. Gli steccati rotti con i chiodi in vista poi sono un vero pericolo per i bambini, mi pare... [..]
Franca
(lettera firmata)
Qui una foto scattata dal sottoscritto del Parco Spina Azzurra (uno dei più bei parchi cittadini secondo me - e non solo - ):
il mio commento è il seguente:
Concordo con l'autrice della lettera. Io resto sempre dell'idea che dobbiamo essere noi per primi a prenderci cura delle nostre cose (e i parchi essendo pubblici sono miei, vostri, nostri). Purtroppo non possiamo essere sempre presenti ma mi fa specie notare che di fronte a cestini vuoti con plastiche, sacchetti e altri rifiuti fuori da essi, la gente tiri dritto. Forse pensa che non e' compito loro, ok mi sta anche bene, pero' se non ci si preoccupa della pulizia del parco allora non e' corretto neanche fruire del parco stesso. Questo mio ragionamento e' portato all'estremo volontariamente per innescare una riflessione su quanto accade.
Discorso vandali: sono io il primo ad avere paura, con certe "teste calde" e' sempre meglio starsene alla larga, personalmente non molto tempo fa ho assistito a un "vandalismo" e ho provveduto a distanza a fare foto e chiamare i carabinieri, e sono venuti subito sul posto. (ometto i dettagli volutamente). Le forze dell'ordine sono importanti proprio perche' ci aiutano a mantenere la sicurezza e l'ordine (appunto) ed e' quindi nostro diritto chiamarli in casi di necessita'. Qui torno a ribadire: iniziamo ad agire nel nostro piccolo e poi i risultati sicuramente arriveranno.
Ho in mente alcune proposte che per ora preferisco non dire ma scrivero' un articolo e una mail all'amministrazione a tempo debito.
Tornando alla lettera, mi auguro anche io che l'amministrazione possa rivolgere piu' attenzioni all'argomento parchi (Spina Azzurra in primis attualmente). Facciamoci sentire (in modo civile ovviamente) e anzi se mi e' permesso vorrei riportare anche sul mio blog questo articolo.
Un caro saluto!
Tributo al Fontanile Battiloca
data: aprile 2008
luogo: Buccinasco (MI)
Ho letto sul blog di Rino Pruiti ( http://www.rinopruiti.it/dblog/ ) che vi e' la possibila' di costruire l'ampliamento del cimiteri proprio nel campo antistante il fontanile Battiloca. Vorrei approfittare di tale notizia per descrivere ai miei lettori e soprattutto ai cittadini di Buccinasco come il Battiloca sia un gioiello da proteggere.
Il Fontanile Battiloca è un piccolo ma importante tesoro naturale. Una volta entrati a piedi o in bicicletta, il Battiloca ci protegge dalle "grinfie" della tangenziale però - secondo me - ciò che rende magica la sua atmosfera è proprio il posto e il modo in cui è ora.
Il campo di fronte al fontanile, oltre ad essere dimora di lepri e conigli, funge anche da "protezione" per il fontanile stesso aiutandolo a preservare quel silenzio naturale, quella magia che si prova nel passeggiare o nel sostare presso di lui. Da notare che il Battiloca ospita parecchia avifauna e quest'ultima è molto sensibile alle azioni di disturbo (come possono essere quelle causate dal via-vai di un cimitero). Secondo me quello non è il posto ideale per costruire tale struttura, io penso che ci siano altre soluzioni.
Il Battiloca è una delle più belle entrate per il ParcoSud che abbiamo, non è poca cosa, anzi!
Riporto una parte di quanto scritto sul cartello di entrata al fontanile:
Il Battiloca è fra i più giovani Fontanili di Buccinasco, esso infatti, a differenza di molti altri, non esisteva ancora all'inizio del 1700 quando fu disegnato il catasto generale detto Teresiano. Fu probabilmente scavato alla fine del 1700 o all'inizio del secolo successivo. Il nome deriva dalla cascina Battiloca la parte orientale del complesso di Buccinasco Castello. L'asta (l'alveo nel quale l'acqua estratta viene incanalata e inviata agli utilizzi agricoli) correva parallela a quella del Fontanile Bazzanella e vi si immetteva dopo circa 1 chilometro. La costruzione della tangenziale ovest nel 1967 ha interrotto l'antica asta, poi l'abbassamento delle falde e l'assenza di manutenzione ha portato il fontanile ad interrarsi quasi completamente. La forma caratteristica, il bel boschetto che lo circonda, la bella posizione in cui si è venuto a trovare nella Buccinasco del terzo millennio, il valore storico e culturale che si porta dietro come del resto i suoi confratelli, ha spinto fortunatamente ad un intervento di restauro radicale che è andato a rivitalizzare le sorgenti ormai esauste e otturate da almeno un quarantennio di abbandono. L'intervento è stato rispettoso delle caratteristiche originali del fontanile che è del tipo a infiltrazioni e capta sorgenti pochissimo profonde. in sostanza è stato asportato lo spesso strato di fango accumulatosi nei decenni fino ad arrivare allo strato di ghiaia e qui si sono sistemati i tini a una profondità non superiore a 3 metri. Oggi il fontanile, anche se a portata ridotta ha ripreso funzionalità.
Le foto presenti sul cartello in questione mostrano scorci di fauna locale tipica (tra cui, ci tengo a sottolineare, si annovera anche la Nutria) e di flora; ecco alcuni esempi (in ordine sparso):
Airone cenerino, Martin pescatore, Gallinella d'acqua, Germano reale, Nutria, Coniglio selvatico, Tritone, vari piccoli organismi acquatici, Luccio, Pesce gatto, Carpa, Anellidi, Molluschi, Mazzasorda, Mestolaccia, Cardo, etc.
Detto questo mi auguro che chi di dovere possa tenerne conto prima di procedere, mi auguro che si possano trovare soluzioni alternative.
Vorrei concludere con questa foto ricordo delle oche cignoidi che allietavano la compagnia proprio nel fontanile Battiloca, sarebbe carino poter sentire ancora la loro presenza.
Come ogni anno, chi abita vicino alle campagne (ma non solo), si trova spesso "infastidito" dalle zanzare (qui un approfondimento di chi sono questi insetti: http://it.wikipedia.org/wiki/Zanzara ).
Anche loro, come tutti gli esseri viventi hanno diritto di vivere perche' grazie a loro traggono sostentamento diverse specie animali e di conseguenza vegetali.
Come si puo' fare allora per risolvere questo "problema"?
Semplicemente investendo le risorse impiegate per l'inutile e pericolosa "lotta chimica" verso una lotta di tipo biologica ed ecocompatibile.
La dezanzarizzazione prevede l'uso di agenti chimici e ovviamente non e' in grado di risolvere il problema ne' a lungo tempo ne' su tutto il territorio inotre ha anche un costo sia di sostanze che di manodopera. Oltretutto le sostanze utilizzate arrecano danno agli altri animali. all'ambiente (inquinamento) e di conseguenza a noi.
Una soluzione biologica invece puo' risolvere e prevenire il "problema zanzara" su vasta scala, per un tempo indeterminato e in modo piu' economico (ed ecologico).
In natura (e la nostra Buccinasco ne e' piena) i predatori delle zanzare sia allo stadio larvale che adulto sono:
- uccelli (rondini, balestrucci, rondoni, etc.)
- pipistrelli
- lucertole (e altri rettili)
- tritoni (e altri anfibi)
- libellule (e altri insetti)
- pesci
foto scattata dal sottoscritto a Buccinasco Castello
COSA PUO' FARE IL COMUNE?
Il Comune puo' rendersi paladino di questa iniziativa e promuovere l'impiego dei predatori naturali per far fronte nel modo piu' ecosostenibile possibile ad un probelma che ci affliggera' sempre (se la lotta chimica avesse funzionato anche solo una volta, a quest'ora non ci sarebbe piu' bisogno di dezanzarizzare) ma che invece rivolgendoci alla Natura, potremo tenere sotto controllo tutelando sia la nostra quiete che la salute del nostro ambiente.
CONSIGLI:
- E' importante proteggere quindi le aree in cui vivono questi predatori, in particolare gli stagni in cui sono presenti i tritoni, gli argini e le pozze d'acqua dove vivono le libellule.
- E' fondamentale proteggere e favorire la nidificazione degli uccelli insettivori in particolare rondini, rondoni, balestrucci, lui, etc.
- E' importante salvaguardare anche i chirotteri (pipistrelli), molto importanti per tenere sotto controllo il numero di insetti (di zanzare in primis).
- Occorre investire sulla valorizzazione ambientale e biologica di questi nostri amici tramite la messa a dimora di nidi.
Ringrazio chi si impegna ad informare anche altri Comuni e persone su questa infallibile e naturale strategia per contrastare il "problema zanzara".
Consiglio il sito: http://www.infozanzare.info/naturaamica.php